Pubblicato da: admin | 25 gennaio 2011

More Difficult!

“More Difficult!” diceva un comico preparandosi ad eseguire un improbabile gioco di prestigio. “More Difficult!” dovrebbero dire i sindaci ed i provveditori quando si siedono al tavolo per iniziare a pensare al prossimo anno scolastico. Piú volte abbiamo trattato il problema delle risorse dedicate alla scuola. Per i piccoli comuni le cose si complicano sempre piú.  Spesa pubblica, debito pubblico, bilancio dello stato: parole che spesso sentiamo nei TG ma che ci paiono lontane. Poi quando i tentativi di metterle in ordine vanno raschiare gli ormai scarsi servizi che abbiamo allora ci accorgiamo di come siano argomenti molto concreti.

Ecco le parole del nostro sindaco in un articolo apparso oggi su “Il Cittadino”.

«Passiamo da 60 a 59 insegnanti – dice il sindaco Pierluigi Cappelletti – . Già quest’anno abbiamo rischiato di perdere il tempo scuola, spero che il rischio sia scongiurato anche il prossimo anno. La preoccupazione come sindaco però che si riesca a garantire lo stesso livello di qualità della scuola è forte. Soprattutto dopo i numerosi sforzi fatti, in questi anni. È dagli anni ‘70 che gli alunni vanno a scuola il pomeriggio: cancellare una tradizione così lunga sarebbe spiacevole. È difficile che i comuni riescano a sobbarcarsi costi ulteriori per tenere aperte le scuole. A meno che, come hanno fatto a Milano, i genitori facciano i volontari, per gestire mensa e cucina e ridipingere le aule. In questo caso, i soldi risparmiati si potrebbero investire altrove, ma spero che non si debba arrivare a questo».

L’intero articolo lo trovate qui

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Responses

  1. Non ho figli a scuola, ma cavoli…il sindaco fa il maestro e qualcosa della scuola sa.
    I maestri diminuiscono ? Va bene. Non ci sono più le classi di una volta. Di certo mi pare che i tagli di risorse ci siano stati eccome, non come comune forse ma come Stato centrale. A Orio la scuola mattino e pomeriggio è una realtà con radici lontane. Vale ancora la pena? Oppure no? Non ho figli a scuola ripeto, però se a scuola a Orio e altrove si educa e si fanno crescere i bambini culturalmente, allora dico che questo orario va benone: sempre meglio della tv e di internet.

  2. Io non sono la donna delle pulizie, nè so fare l’imbianchino, però se avessi figli o nipotini che vanno scuola e la scuola avrebbe bisogno di una mano, potrei farcela.
    Oggi, ragazzi, è così: diamoci una scossa sennò i cinesi e gli indiani ci pensano loro a rimettere in piedi tutto!

  3. se si tocca e si taglia la spesa sociale scolastica, (come si sta facendo), allora la Repubblica Italiana delle Banane ( o delle pere…) diventerà una realtà!
    Questo è poco ma sicuro.
    Non è possibile che la patria di don Lorenzo Milani faccia una retromarcia tanto forte. Si capiscono le difficoltà economiche, le risorse che vengono meno, ma tagliare e limitare l’educazione e la cultura è segno brutto…E non facciamo fumo parlando di serietà e di grembiulini, per favore!
    Domani è la Giornata della Memoria: ricordiamoci che il totalitarismo e la barbarie cominciano spesso ( o sempre?) dalla scuola menomata, amputata e zittita…magari con la scusa che non si sono soldi….
    Meditate gente, meditate.


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