Pubblicato da: orioblog | 5 luglio 2010

La Scuola è come il Panda (2)

Scrive peeeeep: “Io non so quante persone leggano questo blog. Delle due l’una: o lo leggono, e commentano, in pochissimi, oppure non gliene frega di niente a nessuno. E quando nemmeno la devastazione della scuola pubblica riesce più a far in..zz.re la gente allora siamo al capolinea.”

Caro peeeeep, ogni giorno in tanti leggono il nostro blog e in tanti hanno letto e monitorato questo post. Capire cosa interessi e  cosa scateni la nostra indignazione (o il nostro plauso, per  carità) non è cosa facile.

Quello di cui siamo certi è che sia importante continuare a stimolare un sano dibattito sociale, che porta delle inevitabili conseguenze anche nella nostra piccola realtà.

La scuola è uno di quegli argomenti che, come ormai avrete capito, ci stanno particolarmente a cuore e su questo ci sentiamo di perdere  la nostra “neutralità”  e riaffermare (giuste o sbagliate) le nostre posizioni.

L’ analfabetismo civile della società italiana è un fenomeno gravissimo. E non è per caso che lo scontro sociale si stia riaccendendo intorno alla scuola. I giovani, le famiglie, gli insegnanti stanno prendendo coscienza di quello che li aspetta: una scuola pubblica pesantemente impoverita nei servizi, nel personale, negli edifici e nelle attrezzature. Il tempo è giudicato maturo da chi comanda per liquidare la pesante struttura della scuola pubblica e per affiancare fondazioni private capaci di velocizzare quella risposta al sistema produttivo che il pubblico non è più in grado di fornire. È urgente affermare che qui si gioca una partita strategica essenziale. Alle famiglie questa “riforma” renderà più complicato raggiungere scuole accorpate, più ridotto il tempo dell’ affidamento dei figli, più povera l’ offerta culturale. Agli scolari e agli studenti toccherà in sorte un luogo di inadeguata offerta per la crescita civile e culturale: è impensabile che la scuola oggi,organizzata secondo un modello educativo ottocentesco, riesca ad essere stimolante per i nostri ragazzi, senza un’adeguata riforma nei metodi e negli strumenti.

La scuola è il pilastro fondamentale della società civile in una democrazia vitale, il luogo della socializzazione, l’ unico mezzo efficace per eliminare le discriminazioni di religione e di etnia, abituando a crescere negli stessi ambienti coloro che, da adulti, si troveranno fuori dalla scuola a convivere nella stessa società. Anche i famosi paesi emergenti dell’ormai ex terzo mondo, tipo India e Cina, hanno capito ormai da anni, che il riscatto passa attraverso l’investimento nell’istruzione, che permette di essere competivi con il resto del mondo.

Ma noi con chi vogliamo essere competitivi? E per i nostri figli cosa vogliamo?

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Responses

  1. bene, bravo, bis!
    Mi viene da dire così, per sdrammatizzare, la realtà scuola tracciata dal blog. Evidentemente, chi scrive se ne intende, e questo va benone, eccome.
    Che poi a nessuno freghi più di tanto della scuola a Orio non è del tutto vero: quando i genitori sono stati informati e messi al corrente, si sono mobilitati. Stante il tempo pieno colassico, tutto andava bene o quasi, quindi… Ma oggi che il tempo pieno è stato cancellato di fatto dai tagli alle risorse operati da governo, oggi che i docenti di inglese sono scomparsi, sostituiti da controfigure formate in freta e furia per tappare i buchi, oggi che scarseggiamno sempre più docenti di sostegno ai più deboli, la scuola soffre e se soffre soffrono i bimbi e la loro formazione: questo bisogna dirlo a tutti! ( e magari scriverlo a caratteri cubitali lungo i cancelli dei plessi)

  2. Lo so school, è vero, i genitori hanno fatto fronte comune, però non basta e scusa se insisto. E non parlo di polemica gratuita, ma costruttiva, ma oggi con il caldo non mi escono le giuste parole e quindi parlerò con una frase che mi piace molto:

    “Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Antonio Gramsci”

  3. Se ben ricordo, uno dei post con il maggior numero di commenti che ha dato luogo ad una accesa discussione è stato quello relativo al famigerato Consiglio Comunale dalla documentazione sbagliata. Ecco cosa accende gli animi… oppure il prurito di sapere se il contributo di solidarietà è andato a italiani o stranieri.
    Penoso.

    Peeeeep!!!

    • Grande peeeeep! ci sei mancato!


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