Pubblicato da: orioblog | 24 giugno 2010

La Scuola è come il Panda

“Elementari a forte rischio, con pochi maestri e senza tempo pieno”

I docenti della scuola elementare hanno distribuito un volantino per portare all’attenzione delle famiglie la deriva educativa verso cui la scuola elementare si sta ormai avviando.

Il titolo è azzeccatissimo, in quanto la scuola di base, quella dove si formano le coscienze dei bambini, è ormai come il panda: a forte rischio di estinzione, dovuto alla scelta politica di tagliare risorse. Al Panda manca il cibo, alla scuola italiana (pubblica) i soldi per andare avanti.

Premesso che è lo stato che deve sostenere l’agenzia educativa, principio sancito dalla nostra Costituzione come un diritto di tutti i bambini e che la scuola primaria italiana è l’unico livello di istruzione che funziona (o funzionava…), constatiamo oggi che a forte rischio è la qualità dell’educazione.

A fine maggio, in vista dei tagli degli organici per il 2010/2011, le nostre elementari perderanno posti. A Orio abbiamo una lunghissima tradizione di scuola al servizio dei bambini e delle famiglie. Oggi ci sono 5 classi con 90 alunni; a Orio già negli anni Settanta funzionava il doposcuola comunale e si insegnava l’inglese. Negli anni Ottanta tutti scelsero la scuola a tempo pieno. Pochi anni fa due maestre andarono in pensione e da allora la scuola fu trasformata in parte a modulo, sempre con orario settimanale di 40 ore. Gli alunni aumentano e il provveditore che fa? Diminuisce i maestri. Aumentano le materie, diminuiscono i maestri.

I plessi a tempo pieno sono una straordinaria realtà educativa nella Bassa, ma da qualche anno, nonostante le richieste precise dell’utenza, alcuni plessi si vedono ridotti i docenti e quindi messi nelle condizioni di lavorare in sofferenza.

I tagli ogni anno sono sempre più pesanti, tanto da prefigurare un’agonia del tempo pieno, ormai in via d’estinzione.

E questo non è l’unico problema creato dalla mancanza di risorse economiche. Mentre calano gli insegnanti, i supplenti stanno scomparendo. Nel Circolo i buchi creati dai maestri in malattia, addirittura stanno scomparendo. Nel Circolo didattico di Somaglia quest’anno quasi non si sono visti supplenti, per cui è diventata prassi ordinaria dividere le classi.  Banchi spostati un po’ qua un po’ là, programmi a singhiozzo, bimbi sballottati che vanno in non si sa quali classe e con quali maestre.

Davvero una bella trovata per affossare anche la Scuola Primaria, quella in cui sembrava esizialere reintrodurre il grembiulino ed i voti numerici per fare un salto in avanti!

La scuola italiana ha tanti problemi che vanno sempre aggravandosi. Ma gravissima è la scarsa considerazione che si ha del ruolo sociale della scuola nel formare i cittadini di domani.

E’ preoccupante l’improvvisazione, la mancanza di un progetto vero ispirato a sani principi pedagogici.

Grazie per le belle parole al corpo docenti, che dimostrano una grande passione lavorativa (e per i bambini) nonostante tutto…

E noi? Cosa facciamo? Condividiamo queste preoccupazioni?

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Responses

  1. Sembra che almeno in un paese della bassa si stia parlando di accorpare una terza con una quinta elementare. La fonte é un’insegnante mia amica che lavora in quella scuola.
    Preferisco non dare altri dettagli fino a quando la cosa non sará certa.
    Il solo fatto che si possa pensare ad una soluzione del genere la dice lunga su come siamo messi.

  2. In un paese normale, in uno stato normale, anche solo una piccola parte di quello che sta accadendo, e non solo nella scuola, scatenerebbe un’insurrezione popolare (la disubbidienza civile è un atto di coraggio democratico dei singoli
    cittadini!)
    La gravità della situazione è dovuta anche al fatto che ormai accettiamo passivamente tutto quello che ci succede, senza nemmeno indignarci.
    Questa è esattamente la sensazione che ho provato alla riunione dei genitori dei bambini che andranno in prima elementare. Come non provare ed esprimere quanto meno solidarietà verso un’insegnante che vede la sua passione per la scuola e per i bambini soccombere di fronte agli infiniti ostacoli quotidiani.
    Non sono sufficienti la buona volontà e la dedizione degli insegnanti quando spariscono le co-presenze e con loro la possibilità:
    – di fare attività di recupero o di potenziamento
    – di fare attività di laboratorio (sfido chiunque a seguire contemporaneamente 21 bambini da soli in un’aula computer, se così si possono chiamare i laboratori informatici nelle nostre scuole)
    – portare i bambini in piscina o in palestra
    … Andiamo avanti?
    Anche quest’anno non sono stati rinnovati i contratti per gli insegnanti specialistici (figurano solo sulla carta). Quindi ad esempio nessun insegnante di inglese qualificato, ma la richiesta anche qui di insegnanti volontari per seguire un corso di inglese durante l’estate che abiliti loro all’insegnamento della lingua già da settembre (le famose tre i di Berlusconi, ve le ricordate?).
    Gli unici specialisti qualificati e di ruolo sono gli insegnanti di religione (perchè?)
    Ah, 1 ora di inglese a settimana e 2 di religione.
    Vado avanti o per il momento mi fermo? A mio avviso già solo queste cose servirebbero a far imbracciare i forconi!
    Buona settimana a tutti!

    • sarebbe bello capire quanti genitori hanno provato la tua stessa amarezza durante la riunione.
      1 ora di inglese affidato a personale non qualificato, vuol dire zero inglese, vuol dire non-preparare i nostri figli al mondo che c’è fuori, anzi escluderli per certi aspetti!
      2 ore di religione: sarebbe una bella provocazione, o come dicevi tu un bell’atto di disobbedienza civile non iscrivere in blocco tutti gli alunni a questa disciplina!
      meno laboratori, meno co-presenze, meno attività parallele…il risultato sarà che chi avrà i soldi sceglierà scuole che proporranno quello che la scuola pubblica toglie, gli altri si terranno gli scarti

  3. Vi ricordo che alla guida del “belpaese” c’è un ultrasettanatenne (con tutto il rispetto per i nonni) che chiama Google “gogol”. E ti ho detto tutto.

    Peeeeep!!!

  4. Io non so quante persone leggano questo blog. Delle due l’una: o lo leggono, e commentano, in pochissimi, oppure non gliene frega di niente a nessuno. E quando nemmeno la devastazione della scuola pubblica riesce più a far in..zz.re la gente allora siamo al capolinea.

    Peeeeep!!!

  5. Non so cosa succede in centri piú grandi ma in tutti i comuni piccoli come i nostri avremo sempre piú problemi.
    Caro Peep, condivido al 100%. Uno stato che non investe nella scuola e’ uno stato che si avvia al declino.
    Era vero nel secolo scorso ma e’ ancor piú vero oggi, dove il mondo diventa piú piccolo, il mercato del lavoro e’ globale e paesi ritenuti arretrati stanno in realtá emergendo anche in settori ad alta innovatione e tecnologia.
    Inoltre, in questi giorni ci viene detto che i tagli della manovra finanziaria servono a ridurre gli sprechi. Ma quali sprechi ci sono nella Pubblica Istruzione? Mi pare (non trovo la fonte della notizia) che gli insegnati italiani abbiano gli stipendi piú bassi d’Europa e non mi pare di vedere grossi sprechi.

    • Lory, parliamo di manovre e tagli?
      Sempre alla famosa riunione della futura prima (non per parlare sempre dei miei fatti privati), un papà, extracomunitario (lo dico perchè lo sai com’è diffusa la concezione che gli intelligenti siamo solo noi e loro dei bingo bongo senza pensiero) ha chiuso dicendo: “un paese che taglia scuola e sanità non promette niente di buono. Anche la germania ha approvato una finanziaria di rigore, senza perà toccare questi due ambiti”.
      E mi fermo un’altra volta…

  6. Lorenzo, secondo te, come può essere percepito il tuo impeccabile ragionamento da chi pensa che sia più importante imparare il dialetto che l’inglese?

    Peeeeep!!!

  7. Infatti io abbandonerei Bossi (padre e figlio), Calderoli, Borgezio e Maroni senza cellulare da qualche parte nel mondo fuori dall’italia. Poi vediamo se parlando in dialetto riescono a tornare in italia.
    Anche se al giorno d’oggi sono avvantaggiati: magari trovano un PC connesso ad internet e riescono a cercare informazioni su “gogol”.


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