Pubblicato da: admin | 18 maggio 2010

Il lodigiano volta pagina…

Lettera aperta del sindaco di Orio Litta su Il Cittadino di Lunedí 17 Maggio. Viene dato risalto a temi molto discussi anche su questo blog.  Non ho ancora avuto di riflettere bene su quanto scritto. Incomincio a proporvelo.

La festa dei Piccoli Comuni d’Italia, che Orio Litta ha avuto l’onore di ospitare con la diretta televisiva di Rai 3 durante la trasmissione “Ambiente Italia”, mi porta a fare alcune considerazioni. Come neo sindaco, dopo quasi un anno dall’insediamento, da neofita che non aveva mai partecipato direttamente alla vita amministrativa né tenuto tessere di alcun partito in tasca, rilevo come siano davvero tante e diverse le problematiche da affrontare giornalmente in un comune di duemila abitanti. Si va dai grossi nodi che da anni attendono soluzioni anche perché camminano con i tempi tecnici della burocrazia, ai piccoli ma sempre urgenti problemi spiccioli della gente comune.
Oggi c’è un comun denominatore prima sconosciuto a legare sia i piccoli che i grandi problemi: la mancanza di risorse. So di non toccare un tasto nuovo: non c’è comune che non piangamiseria. Far quadrare il bilancio, in anni di crisi economica reale e grave che pare non finiremai nonostante la rassicurazioni dei governanti, è una vera impresa. Per quanto mi riguarda, a ciò va aggiunto un secondo fatto.
Provenendo da anni di esperienze varie nel campo del volontariato, ho creduto da sindaco di poter risolvere al volo i problemi che vedevo sorgere intorno ame e che premevano nelle teste e nei cuori dei cittadini, della nostra gente. L’aver deciso, di comune accordo con i miei
assessori e consiglieri, di rinunciare al 25% dell’indennità mia e a tutta l’indennità loro spettante per legge, per costruire un fondo comunale che potesse essere di aiuto a chi è più in difficoltà, ci è sembrato un atto doveroso, serio ed in linea con le nostre storie personali di cittadini votati per cultura ed educazione ricevuta a darsi da fare per gli altri, senza mai chiedere nulla in cambio.
Nei piccoli paesi dove si conosce tutto di tutti, purtroppo elargire il fondo non è stato facile: sia perché la nostra gente è dignitosa, sa stringere la cinghia e moltissimi non sono avvezzi a chiedere aiuti. Sia per gli intoppi dovuti ai passaggi burocratici da espletare.
Abbiamo istituito un regolamento ed ex novo una commissione comunale ai servizi sociali che ha via via discusso ed esaminato le 14 istanze di aiuto finora presentate, poi passate al vaglio della giunta. Abbiamo elargito 11 contributi, altre 3 domande sono in sospeso. Non abbiamo risolto certo i problemi di famiglie nel bisogno,ma abbiamo lanciato un
segnale preciso di condivisione. E qui ringrazio pubblicamente tutti i consiglieri comunali che hanno aderito in tempi diversi al fondo, i componenti della commissione ed il personale degli uffici di ragioneria, infine il gruppo Caritas di Orio Litta, col quale siamo in costante contatto e che svolge opera tanto meritoria quanto silenziosa e discreta.
Il lavoro portato avanti in questo settore particolarmente delicato è il simbolo di quanto si può fare in un piccolo comune senza risorse quando ci si trova uniti nel cercare soluzioni ai problemi concreti dei cittadini,mettendoci del nostro.
Un po’ quello che è successo con la festa di cui dicevo all’inizio. I piccoli comuni lodigiani, realtà vive e preziose di un’Italia in costante affanno come quel ciclista, che prende sottogamba la salita finale nonostante da settimane avesse visto la cartina altimetrica, sono scrigni di eccellenze architettoniche e paesaggistiche, oasi di prodotti sani e gustosi a chilometro zero: vanno quindi fortemente tutelati dal punto di vista ambientale innanzitutto, perché esempi di buona qualità della vita. Legambiente e la Rai
sono venute a Orio per verificare la salute del Lambro,ma anche per conoscere cosa sappiamo fare per rilanciare il paese. Ebbene, dopo una Bassa Lodigiana inquinata nelle acque per la vicenda Lambro e nei terreni causa fanghi, dopo una Bassa che ha visto pendere sulla sua testa la spada di Damocle della discarica di Senna, la festa di Orio Litta è un punto di partenza per un Lodigiano che volta pagina: con il grana tipico e la raspatura, i salumi nostrani ed il riso, diciamo basta all’uso violento del territorio, in nome di un ritorno all’orgoglio di essere, magari un po’ più poveri di altri,ma di certo più belli, onesti e sani.

Pierluigi Cappelletti
Sindaco di Orio Litta

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