Pubblicato da: admin | 19 aprile 2010

I want to ride my bike (3)

Lunedí 19.04 Il Cittadino ha pubblicato la lettera che Lorenzo aveva anticipato in un commento su OrioLittaPost.

http://edicola.ilcittadino.it/edicola/2010/04/19/Archivio/20100419/PB01-14-013.pdf

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Responses

  1. Quello della foto peró non sono io 🙂

  2. Lorenzo, la tua lettera al Cittadino ha fatto centro.

    Sommario in home page:
    “Sul «Cittadino» di lunedì 19 un lettore lamentava la decisione dell’Agenzia interregionale per il Fiume Po (Aipo), che ha vietato l’accesso agli argini alle biciclette. Il presidente della provincia di Lodi Pietro Foroni ha chiesto un incontro all’Aipo per «trovare una soluzione che ci consenta subito di dare certezze alla gente»”

    Articolo all’interno:
    http://edicola.ilcittadino.it/edicola/2010/04/21/Archivio/20100421/BL01-23-022.pdf

    Ottimo risultato per Orio Litta Post e i suoi lettori.

    • GRAZIE LORENZO!

  3. Oggi ho scritto una seconda lettera perché a me piacerebbe avere qualche informazioni in piú su quanto accaduto.

    Egr. Direttore,
    in seguito alla mia precedente lettera pubblicata il 19 aprile, dalle colonne de Il Cittadino del 21 aprile e dal sito della Provincia di Lodi apprendo che la causa di risarcimento danni promossa dal cittadino pavese nei confronti dell’AIPO e scatenante il divieto di transito in bicicletta sull’argine, e’ stata vinta dal cittadino.
    Il sito della Provincia di Lodi riporta le seguenti parole del Presidente della Provincia:
    “Ho citato come la gente di buon senso impallidirebbe dinanzi ad un divieto per le bici sugli argini. Ebbene ritengo che le stesse persone di buon senso rimarrebbero scioccate nel sapere che un cittadino in Provincia di Pavia ha fatto causa ad Aipo per i danni subiti in seguito ad una caduta lungo il Ticino. Il paradosso è che quella strada era interdetta al traffico, ma ancor più incredibile è che il giudice abbia dato ragione al ricorrente. E’ ovvio che dopo esempi simili, le istituzioni si tutelino e che un singolo caso rischi di condizionare la vita di tutti”
    Apprezzo il fatto che finalmente la Provincia si sia mossa per cercare di far rientrare questo divieto.
    Di primo acchito, l’esito della causa mi ha ovviamente scioccato e sorpreso ma, siccome sono abituato a non giudicare le cose in modo superficiale, mi piacerebbe sapere quali sono le motivazioni ed in base a quali leggi il giudice ha dato ragione al cittadino. Un giudice dovrebbe esprime una sentenza in base alle leggi esistenti. Vorrei tanto capire se il problema sta nel giudice o nella legge che si trova ad applicare. Penso che, arrivati a questo punto, i cittadini interessati all’argomento abbiano il diritto di conoscerne anche i dettagli.
    Infine, spero che i comuni interessati e la Provincia di Lodi non spendano un solo centesimo dei soldi delle nostre tasse per avere l’argine percorribile in bicicletta. Avevamo una pista ciclabile naturale a costo zero, lasciatela come era, andava benissimo. I soldi usiamoli per cose piú importanti.


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