Pubblicato da: admin | 13 marzo 2010

Gruppo Protezione Civile a Orio Litta?

Invito quindi i cittadini ad aderire alla proposta ecologica sopra accennata, invito gli oriesi a contattarci per parlare del futuro gruppo di Protezione Civile.

Con questa frase il Sindaco chiude il volantino “IL PUNTO SUL LAMBRO: diamoci da fare anche noi!” pubblicato sul sito del comune il 28-02-2010 e citato poi da Il Cittadino nei giorni seguenti.

http://www.comune.oriolitta.lo.it/news/news_action.php?ACTION=download&cod_allegato=1546

Oggi Il Cittadino rilancia le seguenti parole del Sindaco:

«Questa idea è già nel nostro programma elettorale – spiega il sindaco Pierluigi Cappelletti -. Mi è però balzata con forza nel cuore e nella mente nei giorni scorsi, in piena emergenza per l’onda nera di inquinanti sversata nel Lambro. Di fronte a tanti volontari di protezione civile provenienti da altri paesi, mi sono chiesto: perché non anche i nostri?».

“Perché non anche i nostri?” esprime qui il desiderio di avere un Gruppo di protezione civile anche a Orio.

Vorrei lanciare peró un paio di provocazioni:

1) E’ proprio necessario greare l’ennesimo gruppo di Protezione Civile di un piccolo paese o forse sarebbe meglio che piú piccoli paesi limitrofi si unissero per dare vita ad un gruppo di Protezione Civile comune piú efficiente e con meno spreco di risorse? Sarebbe possibile?

2) “Perché non anche i nostri?” Giá perché a Orio non c’e’ un gruppo o comunque nessuno che si impegna in questa importante opera. Come mai a Orio e’ mancata questa sensibilitá in questi anni nonostante le due alluvioni del 1994 e del 2000.

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Responses

  1. 1) Soluzione ideale. Bisognerebbe sostituire il campanilismo con il buon senso. Impresa difficile.
    2)Purtroppo questa è solo una delle cose che sono mancate a Orio Litta negli ultimi anni.

    Stiamo a vedere.

    Peeeeep

  2. Concordo con la provocazione N.1. A Livraga esiste un ottimo gruppo di Protezione Civile e sono anche ben attrezzati. Alcuni membri sono stati a L’Aquila per alcune settimane; sono intervenuti nelle ore successive al crollo del Ponte di Piacenza; quando nevica si occupano di pulire alcune zone del paese (Scuole, passaggi pedonali…).
    Non sono molto informato ma penso che le attrezzature siano state acquistate con contributi comunali, forse in parte usufruendo di contributi provinciali o regionali (potrei sbaglairmi)
    Non penso abbia senso spendere gli stessi soldi per acquistare le stesse attrezzature per una protezione civile a 5Km di distanza. Penso sia molto piú sansato un gruppo unico.

  3. Aggiungo un’altra “idea” avuta lo scorso anno prima delle elezioni. Prendiamo i tre paesi di Orio Litta, Livraga e Ospedaletto. Tutti e tre hanno una piazzola ecologica che e’ costata diverse migliaia di euro, la piazzola e’ aperta due giorni alla settimana circa, il 99% delle persone ci vanno in macchina e ognuna serve circa 2000, 2500 persone.
    Che senso ha?
    Ne fai una sola leggermente piú grande, magari la tieni aperta un giorno in piú e riduci i costi di esercizio e di manutenzione.

  4. Penso che innanzitutto occorra credere veramente nelle cose che si vogliono fare, e ciò spiega come mai nonostante le alluvioni si sia mosso ben poco se non nulla.
    E’ vero siamo un piccolo comune e forse pensiamo che possa essere uno spreco di risorse creare un nuovo gruppo di protezione civile ma ritengo che proprio dal cittadino che ama il proprio paese, il proprio territorio possa esprimersi al meglio la volontà di curare, preservare, migliorare quanto lo circonda.
    La protezione civile comprende le attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza fino al ripristino della”normalità”. Ciò presuppone la conoscenza del proprio territorio, i rischi possibili, i mezzi e le risosrse disponibili; è obbligo di ogni Comune redigere un Piano di Protezione Civile che raccolga queste informazioni e le traduca in procedure che in caso di necessità possano contribuire ad un risposta efficace al bisogno che si è generato; penso che in questa attività sia molto l’apporto che possono dare proprio coloro che vivono sul territorio. Sicuramente poi in ambito territoriale più allargato si potranno organizzare le risorse per evitare inutili sprechi.
    Vedo inoltre in questa non facile impresa anche la generazione di una nuova possibilità di coinvolgimento ed un’occasione di aggregazione di giovani e meno giovani con lo scopo di lavorare per il bene comune.
    Spero che quanto accaduto contribuisca a far emergere in ciascuno di noi quel senso civico che a volte censuriamo per svariati motivi e se ci sarà convinzione allora non sarà vanificato nessuno sforzo, eventuale costituzione del Gruppo di PC compresa.

  5. Trovo molto sensato quello che dice “acci”.
    Dal mio post precedente poteva apparire che io fossi contrario cosa non vera.
    La mia unica preoccupazione e’ evitare sprechi inutili.
    A Livraga hanno una Jeep, dei bagni chimici utilizzati a L’Aquila ed altre attrezzature. Io penso che creare un gruppo di PC a Orio Litta e dotarlo delle stesse attrezzature non sia efficiente dal punto di vista delle scarse risorse che i comuni hanno a disposizione.

    • non avevo alcun dubbio sulla non contrarietà all’idea, così come concordo che investimenti particolari debbano essere sostenuti da strutture sovracomunali (consorzi, provincia, regione) oppure garantiti da convenzioni con enti specificatamente qualificati ed organizzati.
      Penso che un Gruppo Comunale di Protezione Civile ad Orio abbia molto di cui occuparsi in termini di formazione, di conoscenza del territorio, di rivisitazione del Piano di Protezione Civile, di addestramento, ecc.. ancor prima di “scendere in campo”. Di estrema importanza giudico i collegamenti con le realtà già esistenti ed in particolare con il Coordinamento Provinciale ma ribadisco, alla base di tutto deve esserci la convinzione, occorre crederci. Dico questo in quanto purtroppo la precedente amministrazione, una volta assolto l’obbligo formale di presentare il Piano di Protezione Civile Comunale ed individuati quindi i rischi presenti sul nostro territorio (torniamo indietro di alcuni anni) non mi risulta abbia poi tenuto aggiornati i dati e soprattutto modificato le procedutre di intervento in conseguenza del fatto che col passare degli anni variano le tipologie di rischio , le conoscenze e le modalità con qui dare soluzione ai problemi.


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